Dalla frenesia della routine al dolce sapore della lentezza

Eccomi qui!
Sono Ester, la mamma di Agnese, una meravigliosa bambina che frequenta la prima elementare della Scuola Maddalena di Canossa di Catania. Sono anche la mamma della piccola Costanza, cucciolotta di appena un anno.
Come tutti i genitori dei bambini in età scolare, questo periodo di chiusura “forzata” in casa, ci ha messo e ci mette a dura prova ogni giorno. Sveglia alle 6:00 (o talvolta anche alle 5:00 – sono una lavoratrice pendolare!), lava le bimbe, vestile, prepara la colazione, sistema gli zainetti, dai loro un bacio, augura una buona giornata e dai tutte le raccomandazioni possibili.
Finisci a lavoro, vai a prendere Agnese da scuola, accertati che Costanza sia tornata a casa o che sia dalla baby sitter, supervisiona lo svolgimento dei compiti, rimettiti a lavoro al computer, prepara la cena, lava le bimbe, metti il pigiama, tutti a cena (finalmente riesci a guardare tuo marito per più di qualche secondo in faccia) e tutti a nanna!
Questi sono solo vecchi amati ricordi … tutto è cambiato, la routine si è modificata!
Inizialmente mi ha sconvolto e destabilizzato non poco la sola idea di dover stare tutti in casa, di gestire le piccole tutto il giorno all’interno delle mura domestiche, dovendo contemporaneamente lavorare in modalità smart working.
Agnese e Costanza hanno da subito mostrato un po’ di insofferenza e tanta tanta nostalgia della vita “fuori”. È iniziato un modo tutto nuovo di affrontare la giornata che mi ha portato a cercare di garantire prima di tutto il benessere e la serenità mentale delle bambine. Non è facile far capire loro le ragioni di questa chiusura, della separazione dalla scuola, dagli affetti e dagli amici.
Credo che, ancor oggi, neppure la grande abbia effettivamente compreso. E allora era necessario costruire un altro “modello” di giornata, meno frenetico, più cauto, più riflessivo ed introspettivo, fatto di interminabili ed intensi minuti di coccole sul lettone e di numerosissime storie fantasiose inventate prima della nanna. Quel bacio della mattina ha lasciato il posto a numerosissimi “bubu settiti” e a lenti e dolcissimi baci.
Non sto qui a raccontarvi dello stress, delle liti con il marito, dei continui rimproveri alle bambine, delle difficoltà nel cercare di ritagliare uno spazio adeguato per il lavoro, della stanchezza e delle paure sul futuro …
Guardo con positività quello che questo periodo ci ha insegnato: la meraviglia del calore e degli abbracci umani, di quelli che ci diamo più frequentemente in casa e di quelli che attendiamo di dare con ansia ai nostri cari quando tutto sarà finito.
Lo vedo negli occhi di Costanza quando guarda i video che le maestre del nido mi inviano periodicamente con tante belle canzoncine da loro interpretate; lo vedo nel sorriso nostalgico di Agnese quando fa lezione dietro lo schermo e rivede i suoi insegnanti ed i suoi amatissimi compagni.
E questo è davvero bello.
Un affettuoso abbraccio a tutti voi lettori.
Scuola Primaria “Maddalena di Canossa”, Catania
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